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domenica 20 ottobre 2013

“Ci facciamo male da soli”. E’ il commento amaro di Mauro Di Carlo, coordinatore del Big Bang-PiazzaArmerina (l’associazione politico culturale che si ispira alla linea politica di rinnovamento del Partito Democratico proposta da Matteo Renzi), in merito alla recente decisione della Commissione Provinciale per il Congresso, che in data 27.10.2013 eleggerà il nuovo segretario provinciale del Partito Democratico, di riconoscere il diritto di elettorato attivo soltanto a coloro che risultino iscritti al partito entro e non oltre la data del 14.10.2013. “E’ difficile predicare ed auspicare una politica partecipata e virtuosa, quando poi si razzola male, limitando la partecipazione attiva di tutti coloro che si iscriveranno al Partito Democratico nelle due settimane che precedono il Congresso Provinciale, oltre che di tutti coloro che avrebbero voluto iscriversi al Partito e, invece, alla luce della decisione presa, avranno motivo per non farlo. Anche a volerne tralasciare gli eventuali profili di illegittimità, la scelta presa è del tutto incomprensibile, se non nell’ottica della ostinata e pervicace difesa dell’esistente. E’ una scelta che trasmette inevitabilmente l’idea di un partito chiuso, autoreferenziale, avvitato su stesso, schiavo del proprio apparato ed arroccato in difesa di vecchie e logore logiche partitocratiche. Tutto il contrario di ciò che il Partito Democratico dovrebbe essere: un partito accogliente, moderno, che sappia valorizzare risorse ed intelligenze, che sappia affascinare e far sperare nel futuro, che sappia parlare al cuore ed alla mente della gente, che possa essere modello di attrazione per tutti coloro che alla politica vogliono avvicinarsi o riavvicinarsi, ma chiedono con forza un profondo rinnovamento di protagonisti e metodi. Ha ragione Davide Faraone, deputato nazionale vicino a Matteo Renzi e Presidente del Big Bang Sicilia, quando dice che ad Enna quelli utilizzati sono metodi “sovietici”, che hanno quale unico scopo quello di contrastare qualsiasi voce di dissenso rispetto a leadership consolidate, ignari del fatto che il cambiamento sarà inevitabile. “Rottamare questo Pd è ormai un’emergenza.”

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